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venerdì 11 giugno 2004 - ore 09:20
Gli alfieri del dark-pop
(categoria: " Musica e Canzoni ")
The Cure
L'atteso ritorno di una delle band più famose degli anni '80
Con le loro poesie apocalittiche e le melodie cupe e decadenti i Cure hanno gridato il mal di vivere di un’intera generazione, malinconica e tormentata, trasformando il dark punk da tendenza musicale alternativa a fenomeno di massa e diventando icone indiscusse di un di una certa ideologia musicale che è anche e soprattutto una filosofia di vita.
Un modo di esistere al mondo, nichilista e desolante, incarnato alla perfezione dal viso pallido, gli occhi cerchiati di nero e le labbra vermiglie del tenebroso Robert Smith, cuore pulsante del gruppo, antirockstar per eccellenza, ribelle, sfuggente, avverso a ogni tipo di divismo e capace, allo stesso tempo o forse proprio per questo, di catturare l’attenzione del pubblico.
Il tempo ha poi calmato e trasformato quel fuoco nero, angosciante, quasi demoniaco, che bruciava nelle vene di Smith e la band britannica, da sempre specchio pubblico delle inquietudini e delle crisi interiori del suo leader e per questo perennemente alla ricerca di una perfetta aderenza al suo più profondo sentire, sembra avere trovato un’anima più morbida, rilassata e rilassante.
Lasciate alle spalle le atmosfere dure degli esordi, un misto di tragicità e sensualità, i Cure hanno cambiato pelle più volte, hanno abbandonato la musica tormentata di Three Immaginary Boys, quella ossessiva e claustrofobica di Faith (1981), dura e nagosciante di Pornography (1982) e Disintegration (1989) e per giungere al rock melodico di Wish (1992) e alle lunghe e raffinate ballate di Bloodflowers (2000).
E' normale, quindi, che ora ci sia grande attesa per l’uscita, inizialmente prevista per il 21 giungo e poi slittata di una settimana, del loro tredicesimo ed ennesimo “ultimo” lavoro, i cui arrangiamenti sono stati affidati all’esperienza di Ross Robinson (già produttore dei Korn) per la I Am.
Il titolo, tenuto segreto fino a poco tempo fa, è semplicemente The Cure. Forse non è proprio un dei nomi più originali, ma a questo proposito Smith ha detto: "Sì, l'abbiamo chiamato solo 'The Cure': se non vi piace, allora non vi piacciono neanche i Cure".
The Cure
Discografia:
Three Imaginary Boys (Fiction, 1979)
Boys Don't Cry (Fiction 1979)
Seventeen Seconds (Fiction, 1980)
Faith (Fiction, 1981)
Pornography (Fiction, 1982)
The Top (Fiction, 1984)
The Head on the Door (Fiction, 1985)
Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me (Fiction, 1987)
Disintegration (Fiction, 1989)
Wish (Fiction, 1992)
Wild Mood Swings (Fiction, 1996)
Bloodflowers (Fiction, 2000)
Live
sabato 19 giungo 2004
Heineken Jammin’ Festival - Imola
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