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Tuesday, May 25, 2004 - ore 09:41


Scissor Sisters
(categoria: " Vita Quotidiana ")


C.A. Beerbante e Worldout

Grazie agli inusuali e meravigliosi suoni dei Scissor Sisters la musica pop è sfociata in un sensuale e spigoloso tumulto, stupendamente melodioso.

Le prime scintille creative si sono avvistate cinque anni fa, nel momento in cui il dirompente diciannovenne Jake Shears viene presentato ad un polistrumentista che si fa chiamare Babydaddy. Infiammati dalla medesima passione per un sostanzioso tipo di composizione e un notevole senso dell’umorismo, hanno formato un duo con diversi scopi: scrivere melodie con potenti ritornelli, scegliere New York City come città in cui vivere e trovare un nome sfacciato che li rappresentasse, nome che avrebbe poi causato non poca confusione e provocato innumerevoli rossori. “Comunque nessuno di noi è lesbica,” dicono le Scissor Sisters per venirci in aiuto.

Senza vergogna? Assolutamente – ed anche contagiosamente essenziali. I Scissor Sisters uniscono travolgenti riff di chitarra e synth palpitanti ad un mucchio di testi maliziosi. Le loro influenze vagano tra i luccichii di un Bowie vintage, dei Roxy Music e di Elton John fino ad arrivare a Giorgio Moroder, passando per il teatro burlesque e l’opera rock. La materia principale che Jake aveva scelto all’università era la narrativa e le sue performance, tra cui il groove glam rock di “Laura” (‘I gotta give myself one more chance/To be the man that I know I am’ – Devo darmi ancora una possiblità/per essere l’uomo che so di essere) intrecciano intriganti storie da film nello spazio di una canzone. Talvolta sembra quasi che i Scissor Sisters riescano a far festa grande semplicemente grazie ad uno champagne da due lire. In altri momenti il mood diventa più rilassato, lento e malinconico: colonne sonore che passano alla radio durante il risveglio della mattina dopo…

Una musica così brillante necessita di una presenza live che sia all’altezza e già prima di perfezionare il loro stile in studio, gli show dei Scissor Sisters provocavano dei veri e propri tornado, prima sul territorio domestico e più recentemente anche in Europa (non molto tempo fa, dopo un live a Barcellona, uno spettatore piuttosto soddisfatto ha definito la loro performance come “un’esperienza che può cambiare la vita”).



Il terzo componente a tempo pieno dei Scissor Sister si è unito al duo originario nel periodo dei live neworkesi: i ragazzi descrivono con entusiasmo le doti di Ana Matronic e di lei dicono “è forte, sorprendente, affascinante…”. L’artista si è fatta le ossa sulla scena di San Francisco ed è stata presentatrice di uno show in stile cabaret decadente del Lower East Side di NYC. Ha incontrato Jake per la prima volta ad un party di Halloween: lei era vestita da ‘scarto della Warhol Factory’ e lui, ehm, da ‘avanzo di vicolo’. Non appena si sono scorti hanno pensato: “Sei un tipo in gamba!”

In realtà i Scissor Sisters hanno debuttato live al club di Ana verso la fine del 2001, e oggi la statuaria signora è parte fissa delle loro serate (alle quali partecipano anche i loro carismatici amici Del Marquis, chitarra, e Paddy Boom, batteria), regalando agli show il suo caratteristico e frizzante timbro vocale. Ana riassume abilmente il loro progetto così: “Si tratta di mettere a nudo le fantasie della gente, di portarle alla luce, cercando di rompere la monotonia quotidiana per assomigliare ai propri sogni.”

E non si può negare che abbiano sempre incoraggiato il pubblico ad interagire con loro. Pubblico che ad uno show ha visto partecipare attivamente un’entusiasta fan settantacinquenne: “Quando sono le quattro e mezza del mattino e vedi una nonna sul palco che festeggia con te, vuol dire che la cosa funziona davvero…”, ricorda sorridendo Jake.

Non c’è da meravigliarsi troppo se il Village Voice ha lodato i Scissor Sisters definendoli ‘un gruppo rock che non ha paura di suonare ‘disco’; uno dei momenti culminanti del loro repertorio è una rielaborazione dello standard prog rock da riabilitazione dei Pink Floyd intitolato ‘Comfortably Numb’, da loro trasformato in un esplosivo inno discomusic decisamente bootylicious, con Jake che sapientemente ci fornisce la sua interpretazione dello stile Bee Gees (‘mi è sempre piaciuto cantare in falsetto’) miscelandolo ad un gusto retro prettamente ‘Frankie Says Relax’. Probabilmente questa fusione non avrebbe dovuto avere esito positivo, ma i Scissor Sisters si appropriano genuinamente della canzone e le regalano un impressionante stile da luci stroboscopiche.

‘Nessun genere musicale ci fa paura,’ aggiunge Jake, ‘il pop dovrebbe nuovamente avere un significato – non dovrebbe più essere una parolaccia. Ogni cosa che realizziamo è fatta seriamente e non c’è modo di sembrare artefatti o costruiti. Le nostre canzoni sono sufficientemente accessibili in modo da abbattere qualsiasi barriera ci si presenti di fronte. In effetti è da un po’ che pensiamo di scrivere anche della musica country…’ Prima che prendano veramente quella direzione (ogni cosa è possibile visto che Jake vede la capacità di scrivere canzoni come ‘un intervento divino’), Babydaddy sottolinea: ‘nonostante il nostro grande amore per il dancefloor, una buona miscela di influenze diverse porterà sempre verso nuovi lidi. E’ dall’inizio che ci ripetiamo: ‘facciamo qualcosa di inimmaginabile!’

E così sia. Grazie a questi tre individui immediatamente riconoscibili come newyorkesi doc, con il classico atteggiamento nulla-è-impossibile (Jake: ‘in nessun altro posto al mondo avrei potuto incontrare questo gruppo di persone’; Babydaddy: ‘Facciamo ciò che vogliamo senza alcun compromesso’), la missione dei Scissor Sisters è quella di iniettare alla cultura pop una dose di divertimento e di eccitazione per renderla di nuovo veramente grande. La nuova frontiera non è mai stata così irrestibilmente decadente…

LINK

Concerto: Scissor Sister
Data: Domenica 13 giugno 2004
Orario: 15:00
Prezzo: 40.00
Ritrovo: Altro Arena Parco Nord
Via Stalingrado
BOLOGNA
(BO)
Telefono: 05754198204


Note: Nonostante la mia ideona di andare a vedere sto concerto.... come potete notare nonostante la cosa meriti... i 40 euro di biglietto (sticazzi) mi vedono costretta a rinunciare...

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