
mayamara, 31 anni
spritzina di padova
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di Maxence Fermine
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mpfologia
OGGI IL MIO UMORE E'...
... lunatico
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
2) Dimenticare
3) Chi sa mentire guardandoti negli occhi
MERAVIGLIE
1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Thursday, May 20, 2004 - ore 09:34
I diari della motocicletta
(categoria: " Cinema ")
Io come Che Guevara... "Questo film mi ha cambiato la vita" dice Bernal. Che torna a Cannes con I diari della motocicletta Torna sulla Croisette Gael Garcia Barnal, stella nascente del cinema messicano. Dopo aver inaugurato il festival di Cannes con La mala educacion di Pedro Almódovar, ha presentato questa mattina I diari della motocicletta, film di Walter Salles che concorre alla Palma d'Oro e ispirato alle memorie che il rivoluzionario cubato scrisse, nel 1952, durante un viaggio attraverso l'America Latina. "Questo ruolo ha cambiato la mia vita - dice l'attore -. Guevara è un idolo per me, ma all'inizio ho dubitato di riuscire a interpretarlo. Poi ho capito che dovevo semplicemente essere me stesso: un ragazzo di 24 anni come lo era il Che allora. Non ho mai portato una t-shirt con la sua faccia, né ho mai avuto un suo poster in camera, ma è stato un simbolo e il film lo ha fatto diventare reale". Da questa esperienza dice di aver capito che "siamo tutti figli della post-rivoluzione cubana, io stesso sono cresciuto tra i figli degli esiliati". Per dirigere I diari della motocicletta Walter Salles ha rifatto lo stesso viaggio per tre volte. "L'America Latina di oggi è come quella di Che Guevara - dice il regista brasiliano - i problemi strutturali della ricchezza e della povertà sono gli stessi di allora, per questo credo di aver fatto un film che non parla del passato, ma del presente". Ad accompagnare Guevara nel 1952 c'era Alberto Granado, anche lui sulla Croisette: "La mia amicizia con Guevara fa parte della mia vita: ho conosciuto Ernesto quando aveva 14 anni, abbiamo fatto insieme prima il viaggio e poi la rivoluzione cubana - racconta -. Questo film mi fa ringraziare la vita. Rivedo noi due così giovani e pieni di speranze. Due ragazzi che provano a scoprire il mondo e, quando realizzano che è troppo grande, decidono di provare a scoprire solo l'America Latina. E vedono le differenze tra ricchi e poveri, le vedono in prima persona e non sui libri". Poi replica seccato a chi ironizza sui giovani d'oggi che portano le T-shirt con la faccia di Guevara: "Non è consumismo, è un modo per dire: porto questa maglietta perché ammiro questa persona".
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