
Un tempo io credetti che la sapienza consistesse in una molteplice esperienza e quindi difatti non rinunciai a una distanza (anche) di dieci mila li per andare ad interrogare uomini savi e visitare paesi celebri. Ma quanto e’ lunga la vita di un uomo?
Certo e’ che (solo) dopo molti anni si acquista una scienza completa, fondata sopra una vasta osservazione; ma (allora) ecco che uno subito diventa molto vecchio, e il tempo manca di servirsi di questa scienza...
(prefazione al Mappamondo Cinese, 1602)
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giovedì 17 luglio 2003 - ore 17:56
CICCIOLONE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Simpaticamente soprannominato cosi' dalla Marilesa ecco el "cujin" l'uomo ideale:

so che la foto e' un po' equivoca, ma spero che le donzelle abbiano capito che non e' quello tutto bianco il "CICCIOLONE"
Gigio te vojo ben!!!!! per tanti motivi ma se poi te li dico mi diventi come il tenerone!!!!
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PERMALINK
giovedì 17 luglio 2003 - ore 16:06
telefonate di sollecito
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Buongiorno, sono l'avvocato xxxx dell'ufficio recupero crediti di XXX, posso parlare con lei per due fatture che ci risultano ancora da saldare?
(voce da bassotuba cacchio gli hanno infilato due cotonfiocc nelle narici) dica...
Volevo verificare con lei la posizione del 2003, mi risulta che ci sia una fattura ancora aperta ma il sollecito Le e' stato inviato per due fatture
Si ho visto, ma volevo farle notare che la fattura che mi indicate e' stata emessa cinque giorni dopo la data di scadenza
Oh .... mmm ha ragione stavo guardando proprio ora .... ci deve essere qualcosa che non va ...
(ma no?? pensa che roba, ma testa di cacchio prima di chiamare i clienti ti guarderai bene la posizione no?) ....
Signorina, la metto un attimo in attesa...
Prego ...
................................................................................
Senta volevo verificare insieme a lei una paio di cose
(e' la seconda volta che me lo dici) ...
Le fatture le sono arrivate?
Si tutte e due!
E non le avete pagate?
(ma sei cretina? mi stai chiamndo apposta) ... no signora sulla fatutra e' indicato pagamento automatico quindi io do' per scontato che mi vengono addebitate a meno che non riceva il sollecito (sbagliato)
Ma quando le e' arrivato il sollecito non si e' preoccupata?
(si perche' mi potevo aspettare la telefonata di una imbecille) ... il sollecito mi e' arrivato oggi signora, ho gia' chiamato la banca per verificare, ma non avete mai mandato la richiesta di pagamento...
.... ma .... mmm ma come funziona questo pagamento automatico?
.... voi mandate una richiesta di addebito e l'importo viene addebitato nel nostro conto ... se i dati che inserite sono corretti...
Allora senta ci sentiamo la settimana prossima e io nel frattempo mi informo
Va bene, salve.
dopo due secondi richiama:
Buongiorno sono xxxx dell' ...
Si ci siamo sentite due secondi fa mi dica...
Vorrei verificare ....
... la posizione del 2003, mi dica pure.
Ma voi il pagamento lo fate con la carta di credito?
(e certo paghiamo 768 kb di banda con la carta di credito) ....
e una voce da sotto .... ma chi e' che ha messo questa deficente a fare le chiamate per i solleciti????????
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PERMALINK
giovedì 17 luglio 2003 - ore 14:39
x Momo e Zilvio ... bellina ma toccatevi i m......
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ELOGIO ALLA COMMEMORAZIONE DA VIVI)
Basta commemorare i morti! Commemoriamo i vivi!
Crogioliamoci nelle loro doti e nelle loro grandezze (se le hanno), prima che diventino grandezze e doti obbligatorie (perchè soprattutto morti e magari mai le hanno avute.) Mi riferisco al comune uomo della strada (anche nel senso di investito), ma anche e specialmente, all’uomo pubblico, all’artista e compagnia.
Appena morti si specializzano, si lavano, si innalzano, migliorano a vista di corteo o di omelia, e il ricordo fa’ il resto. La cara e bella e sconosciuta memoria comincia il suo lavoro, ma con la morte che gli punta l’arma alla tempia: lavora coatta, coartata, impura, impaurita. I ricordi privati o meglio privi, cominciano a diventare pubblici, comuni, e sbocciano cosi’ gli arrotondamenti per eccesso, le virtù indotte, le inesistenti curiosità se si e’ vivi, che diventano inestimabili bellezze se si e’ morti….Il rosa e’ rosso, ma il nero e’ grigio, o addirittura non esiste nemmeno più come colore (diventa dolore?): ci si raccoglie intorno a una idea di morto e di morte, più che a quel morto; si piange il pianto, si cerca di cercare, si fa le manicure all’anima, che forse in certi casi non ha nemmeno unghie o dita, si parla della vita, più che di “quella” vita, chissà morta da quando (nel migliore dei casi).
I preti, si sa, preticano standard, il più delle volte, avvolti nella giusta scusa calda, se non altro giustificati dal fatto che più o meno, un morto vale l’altro, perchè tutti uguali davanti al divino; ma gli uomini non preti? Come si fa a non accorgersi dell’omologazione (non piace neanche a me questa parola), del tepore sdolcinato, rispettosamente sussieguioso un pò debole o, spesso vile e povero, travestito da pietà o compassione (pietà e compassione che se fosse vera pietas e vero patire con allora sì meriterebbero d’essere!)
Certo che devo e voglio lasciare a chi era legato da legami di sangue, ogni tipo di parole pensieri e azioni; mi spiego meglio: certo che lascio ai cosi’ detti parenti, agli amati amanti, ai figli veri, e cosi’ sia, certo che lascio dicevo tutta la ri-creazione possibile per far tornare in mente il defunto, ma gli altri, i passanti, i conosciuti sconosciuti, gli
ap-parenti, i dovuti e i risarcenti, gli eravamo identici, gli eccoci qui raccolti, tutti gli altri noi? Che centrano e cosa vogliono centrare?
Perché non lo fanno in vita, con il “morirà” invece che con “l’appena morto”? Cosa sono tutte quelle esternazioni salvifiche, sdoganate anche dal fatto che il morto non può più sbagliare? E se ha sbagliato e molto, possibile che per contratto di contrizione ci sia totale sparizione, a cui subentra spesso ma volentieri sproloquiante esaltazione? (Che persona, che classe, che sensibilità, che unicità, che onesta’, che irreprensibilità che simpatico anonimo, che dolce cattivo, che superbo generoso, che insensibile birichino, che bel brutto, ecc ecc)
Non voglio mettere in discussione le varie sincerità dei sentimenti (comunque un giorno mi piacerebbe farlo), sto solo pensando come sarebbe bello fare tutto questo rito incensatorio quantomeno prima, se la persona e’ qualcosa di talmente ricordabile, da piangergli davanti mentre ti dice grazie di quello che pensi, o addirittura mentre gli dici che ti manca anche quando c’è?
E allora dai, piangiamo nostro padre dalla gioia dell’esserci, del fare, e del dire mentre può accadere ancora o mentre sta avvenendo: allocco chi aspetta di perderlo, per averlo perso; spettatori, pubblico, gente, tutti, scendiamo nelle piazze di chi conta e raccontiamogli il piacere di viverlo prima del dispiacere di averlo perso!
Facciamo assembramenti per gli imperdibili e speciali parenti viventi, per i buoni orafi, benzinai esercenti, poliziotti, operai, dame, e demoni, per gli emergenti, industriali abbaglianti, scrittori scriventi, personalità illuminanti; facciamo contento lui prima che muoia che tristi e soli noi dopo la loro morte……Cerchiamo di non ipotecare come sarebbe aumentata la sua grandezza se non fosse morto, ma di stare adesso a parlare di quello che rappresenta di alto o di basso, di unico o di irripetibile…..
Tutto questo prima di diventare “parenti che gli si stringono attorno come si sente dire orrendamente con dignità compostezza e signorilità” (come se poi chi davanti alla morte invece si scompone e urla strazio, perdesse signorilità! Quale? E chi può parlare di stile? Un giornalista che deve pur terminare un articolo? Lo stilista del dolore? Il famoso di turno che non vuole perdere l’ennesimo turno per essere sempre più famoso? Perché si deve parlare di educazione e galateo del ceto dei parenti?)
Al diavolo l’angelico morto se era già angelo da vivo e noi non glielo abbiamo mai saputo cantare in nessun “funerale da vivo”
Cominciamo a commemorare i vivi, viva i cortei preventivi, le omelie per i non ancora andati! Piangiamoli di bene se vale la pena davvero che siano vivi!
Se dobbiamo “morire” facciamolo da vivi!
ALESSANDRO BERGONZONI
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PERMALINK
giovedì 17 luglio 2003 - ore 14:36
Alessandro Bergonzoni
(categoria: " Pensieri ")
Mentre un chierichetto confonde sacrestia con carestia e muore di stenti. Mentre il centro esatto del dolore viene mancato almeno per una volta. Mentre durante una operazione molto delicata si formano gocce di sudore sulle ali di un angelo custode : del chirurgo o del paziente? Mentre qualcuno sta per farsi pazzo ( così come se fà giorno). Mentre la cute vigila ossa addormentate da solo 10 minuti (poi lei anche dorme).
Mentre alcune statuine del presepe si decidono e prendono la via del mare per una breve vacanza lontana dal muschio. Mentre un pianista prende il coraggio a quattro mani e decide di suonare con un altro pianista. Mentre una vecchio fiamma decide di cercare il suo primo pompiere. Mentre una evitata collisione viene festeggiata non evitando la collisione di tutti i bicchieri di quanti erano sul treno dell' evitata collisione. Mentre un pinguino così, intervistato a caldo, taglia corto, perchè onestamente anche se non fosse intervistato così a caldo… Mentre alcuni spiriti fanno la riverenza ai propri corpi e viceversa. Mentre l'inutile tentativo di un ingoiatore di cactus si risolve in un nulla di fatto. Mentre il rinoceronte Casimiro sta sudando sette camice per mettersene una. Mentre un millesimo prima di un frontale tutti si accorgono anche di aver sbagliato strada c'è qualcuno che sta uscendo dal coma quanto basta per essere contenti nel mentre.
Vogliamo parlarne? Vogliamo parlare della speranza che ha un bacchetta magica anche se è finta? Della claustrofobia dei mattoni? Di tutta la quantità di grasso che c'è nelle navi? Della fiducia che si ripone nelle protesi? Dell'abnegazione di chi annega? Dello stirare sull'asse del water? Del riuscire a godere con un goniometro? VP? Della fatica silenziosa dei ponti? Dell'unione che fà la forza dei denti? Della fiducia che si ripone nelle protesi? Dell'immenso desiderio di poter tornare indietro dal danno subìto e subito? Stallio e Ollio a parte? VP? Della terra che buttata in aria ricade a terra? Del saper pascolare capri espiatori? Della mancanza assoluta di violenza che c'è in una culla ? Vogliamo parlarne delle centinaia di metri del cavo orale? Del viaggio di sola andata di un raggio di sole? Della modesta, silenziosa, sempiterna scelta delle cartilagini? Del pene parafulmine? Ne vogliamo parlare veramente? Ma ne siamo proprio sicuri di volerne parlare? Vogliamo parlare di chi si toglie il doppio mento poi decide anche di togliersi il doppio occhio, le doppie orecchie, le doppie mani e queste doppie labbra, per parlare la metà? Vogliamo parlare del dolore del nano che vede crescere solo i capelli? Vogliamo parlare della rapidità delle colle? Vogliamo parlare di chi disse “Fuori i nomi!” e così inventò i campanelli? Parlare di chi al posto del cervello ha un piede e se si muove viene considerato passo? Vogliamo parlare del sì e del no dei muti? Ma di che cosa stiamo parlando allora? Dell'essere fuori di testa delle narici? Dell'amare in mare aperto? Dell'odio che cova una gallina violenta? Del concetto anticoncezionale della spirale di violenza? VP? Dell'odore dell'odore? Di ogni quanto si lava il lenzuolo del fantasma? Perché se ne vogliamo parlare ne possiamo parlare! Del piede che non sbadiglia ma quando è stanco è stanco? E del rapporto complesso tra compasso e compassione? Del rapporto tra oralità e sesso scritto? Del rapporto tra agonia e agonismo? (Me ne vado io?, No me ne sono andato prima io…

Se ne volete parlare ne parliamo! Della stupidità di prendere una mandria a noleggio? Perché se proprio ne vogliamo parlare, qui oggi ne possiamo parlare! E allora a questo punto parliamo del Sig. Green detto Mr. Tibody che tutti però chiamavano Mr. Paul dato che il suo vero nome era Mr. Frank. Vogliamo parlare del fatto che aveva uno strano rapporto tra amore e morte e con la moglie faceva l'amore ma con la morte niente? Parliamone! Fisicamente era un uomo eroso più che scavato, schivo più che schivoso. Un tipo uncinato cioè in ogni punto facilmente attaccabile. Protervo, calzone e mascalzone, calzino e mascalzino che so di poca entità ma mi serve per arrivare a scarpone e mascarpone: cioè dolce. Jenny era il nome della moglie ma non solo della moglie ma di un sacco di altra gente che si chiamava Jenny ma non era sua moglie; o meglio non lo era ancora perché non è detto che potesse diventarlo! Vogliamo porgere l'altra guancia? Vogliamo mettere il carro davanti ai buoi? No, a noi ci serve soltanto non mettere limiti alla Livina Sopravvivenza! Ma questa è un'altra storia! Volete parlarne di un'altra storia? Ma no!!! Timmy era il figlio di Green e di Jenny. Ma non solo…era anche il cugino di Teddy l'amico più caro di Robby, lo scolaro preferito del professor Timoty, il fidanzatino di Kelly, il miglior cliente del negozio da “Bully”, Ma questa è un'altra storia. Blobby era il cane di Jenny di Green e di Timmy che viveva una vita monacale dentro all'unica cuccia con campanile. Era medico e lo si può dire perché trovava sempre la scusa che era di guardia. Ma questa è ancora un'altra storia. A proposito Norton non aveva figli, non aveva mogli, non aveva sonno non aveva niente a che vedere. Lavorava al porto di Neaples: lo si poteva vedere tutte le mattine cappello calato sulla testa, testa calata sul collo, collo calato su spalle, spalle su busto, busto su gambe, gambe su piedi, piedi su terra, terra su scarpe:_gliene era entrata. Lui amava la terra. Amava la terra, amava circondarsene come un albero. Infatti soleva dire “Mi sento come un albero. Lo dico così perchè se serve calza con l'esempio…” Era spinto a vivere da un'insopprimibile voglia di non morire, una voglia da morire. Ah mi dimenticavo ne vogliamo poi parlare, perché ne possiamo parlare e non parlare! Se posso usare qualcosa che c'è tra gonna e gamba: calza? Se sì, sì, se no boh! Per me dobbiamo parlarne! Ogni volta che passava con l'auto vicino a un passante pensava: “E anche questo non l'ho ucciso…” Ogni volta che tagliava qualcosa in cucina pensava: “E anche questa volta non me lo sono piantato in pancia…” Ogni volta che scendeva di corsa da una scala pensava: “ Per fortuna non sono caduto battendo la testa e non sono entrato in coma. Non sono ancora entrato in coma, però non è detto che non ci possa ancora entrare; non è che hanno chiuso il coma, c'è ancora una possibilità… (Non è che il coma abbia dei periodi: aperto dalle alle… o chiuso da a… Però per fortuna adesso non ci sono ancora entrato…

Vogliamo parlare del concetto di fortuna? Del concetto di adesso? Del caso? Di quella montagna del caso che qualcuno può chiamare la catena del Caucaso? Non vorrei essere Pireneo e parlare solo di montagne, di insormontabilità, di destino, vogliamo parlare del cinismo del destino? Vogliamo parlare del fato? Ne avete voglia? Ne ho voglia? Vogliamo parlare dell'oggi a te, domani a te? Vogliamo parlare di altruismo? Certo: perché devo soffrire solo io. Che soffrano anche gli altri! Binomio dolore-valore? Miglioramento-crescita-espiazione? Karma? Vita precedente? Cambiamento-miglioramento? Ci interessa veramente? Quello che ci interessa veramente è sapere perché Timmy il figlio di Green e di Jenny lasciò scritto su una porta (ogni riferimento all'entrare e all'uscire e puramente voluto) quanto segue:
Questo è un anti testamento cioè non è quello che lascio se non torno ma quello che voglio quando torno…
Quando torno voglio cambiare vita così posso mettermi pantaloni di una taglia più piccola. Voglio un letto a due piazze ed un monumento: il mio. Voglio un aereo con due enormi orecchie al posto delle ali: praticamente un Dumbojet. Voglio un fratello sole e una sorella luna, per divertirmi giorno e notte come San Francesco che parlava agli uccelli, stava zitto con i pesci e ripeteva tutto con i pappagalli. E a proposito voglio anche un pappagallo che dica Loreto e anche un altro pappagallo che dica Assisi. Quando torno voglio un motoscafo guidato da un idraulico per andare a trovare mia moglie quando le si rompono le acque. Voglio costruire un ospedale dove ci và chi non si è mai fatto niente e lo voglio chiamare “Ospedale Grandi Illesi”. Poi ne voglio costruire un altro dove ci và soltanto chi crede di essere amato e lo è stato; chi crede di essere il migliore e non lo è; di avere un sacco di soldi e non li ha: l' “Ospedale Grandi Illusi”. Quando torno voglio un cane da punta che disegni con me ma soprattutto che mi temperi le matite. Voglio un bel paio di sì nuovi per annuire anche sulla neve. Voglio diventare a tutti i costi amico di Alvaro per andare all'inaugurazione di una nave e poter dire, così tanto per dire, : “Sono stato al varo con Alvaro…” così per il gusto di fare. Voglio conoscere meglio i Sumeri e già che ci sono gli Stranz, gl Ignurant, i Sfighè. Voglio mettermi una benda sugli occhi e poter comprare e vedere tutte le cassette pirata che voglio. Voglio fare l'autostop con il medio senza risultare volgare. Voglio un pacemaker senza fili per telefonare tra me e me a chi mi sta veramente a cuore. Voglio fare piangere il mare calmo fino a farlo diventare un mare commosso. Voglio sporcare il coro delle voci bianche. Ma soprattutto permettetemi dal coma voglio ricavare dei comandamenti come dice la parola stessa:
1) Forse è meglio non fidarsi solo di quelli che non si sono svegliati.
2) Forse è meglio considerare il proprio caso come se fosse il primo, come se fosse l'ultimo o almeno come se fosse il più speciale.
3) Forse è meglio non fare un fascio di tutta un'erba medica .
4) Forse è meglio non obbedire, è meglio credere, l'importante è combattere.
5) Forse il coma è un'ouverture, al massimo un intermezzo , forse non deve essere mai considerato un finale andante.
6) Forse il tuo caso non è mai un caso, quindi è meglio non lasciare mai niente al caso.
7) Forse il coma è come un come: un modo per capire.
8) L'unica cosa che deve morire nel coma forse è il coma.
9) Credere che chi è in coma sia morto sarebbe come credere che chi dorme sia svenuto.
10) Se entri in coma appena puoi fatti vivo.
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PERMALINK
giovedì 17 luglio 2003 - ore 14:24
commercialisti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...... ma li fanno in serie?
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PERMALINK
giovedì 17 luglio 2003 - ore 09:45
imprecazioni
(categoria: " Pensieri ")
mmm stavo leggendo il forum delle imprecazioni ... ma queste da dove arrivano? ma il culto della sana e sempre mal sopportata bestemmia non esiste piu? e' che non posso copiare i messaggi che mi manda il Jijo ....
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PERMALINK
giovedì 17 luglio 2003 - ore 08:58
(categoria: " Vita Quotidiana ")
buona giornata a tutti anche a chi non e' abituato a perdere!
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PERMALINK
mercoledì 16 luglio 2003 - ore 12:27
ma pork ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ma zio billy ma proprio ogni volta che vado a vedermi il blog di Barotropico mi da "impossibile visualllizzare la pagina" .... argggghhhhh!
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PERMALINK
mercoledì 16 luglio 2003 - ore 11:49
fameeeeeee
(categoria: " Vita Quotidiana ")
mmmm allora riepilogando la giornata di ieri giornata carica di eventi dalla laurea della Ary 110 complimenti

ai miei che .. vabe' lasciamo stare, al pomeriggio pieno di shopping con i francesi beccando la classica venditrice che pur di venderti l'ultima maglia che e' "chiaramente" fallata, ti trova fuori tutti i rimedi possibili, concerto della Enrica Mari col "grade artista" cacchio ho avuto la pelle d'oca per tutta la seconda parte del concerto....
conseguenze? ho una fame incredibile e mo vado a magna'!!!!!!
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PERMALINK
mercoledì 16 luglio 2003 - ore 10:52
voja
(categoria: " Vita Quotidiana ")
oggi la voglia di fare qualcosa manca proprio!
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PERMALINK
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